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Verso il Canada con il visto vacanza-lavoro

Riccardo Atzeni e Giulia Agostoni sono partiti verso il Canada con un visto vacanza-lavoro subito dopo la laurea.

Raccontano la loro avventura su ‘Doors Unlocked and Open‘.

Cosa avete studiato in Italia?

Abbiamo studiato entrambi all’Università Statale di Milano. Giulia si è laureata in Filosofia e Riccardo in Lingue e Letterature Straniere. Due lauree (soprattutto quella di Giulia) che in Italia fanno spesso storcere il naso ai più che mentre ti dicono “Ah… interessante!” in realtà il loro sguardo è quello del “Ma a cosa ti serve?”.

Siete partiti subito dopo la laurea, perché la fretta?

Inizialmente il nostro piano prevedeva frequentare un Master in Europa.

Avevamo seriamente pensato alla Svezia e avevamo trovato qualcosa di interessante anche nei Paesi Bassi.

Dopo, forse per la stanchezza data dai mesi di preparazione della tesi forse per la voglia di cambiare il nostro stile di vita, abbiamo pensato di abbandonare (momentaneamente?) gli studi subito dopo la Laurea Triennale.

La fretta è data da due motivi diversi: da una parte, abbiamo sempre percepito il vivere in Italia come una forzatura per il nostro modo di essere e pensare.

Dall’altra parte, avendo ottenuto il nostro Working Holiday Visa all’inizio di febbraio, sapevamo che sarebbe stato ottimale arrivare in Canada in questo periodo, sia dal punto di vista climatico che lavorativo.

In questa stagione, è sicuramente “più comodo” un impatto con il Canada poiché si è costretti a passare le giornate da una parte all’altra della città per visitare case e lasciare dei resumé.

Che esperienze lavorative avete maturato in Italia?

Riccardo già da qualche anno cercava, quando possibile, di dare una mano nella cartolibreria del padre e nell’organizzazione del Bed&Breakfast di famiglia.

Giulia dava qualche lezione privata a Milano e anche lei qualche volta ha aiutato nella cartolibreria.

Perché il Canada e perché Ottawa?

Accantonando l’idea del Master in Europa ci siamo trovati davanti alla scelta di un posto in cui andare a vivere per davvero.

L’attuale situazione economica e politica europea ci ha “costretto” quindi ad allargare i nostri orizzonti e avendo da sempre ammirato il Canada per la sua natura, tranquillità e per il suo multiculturalismo ci è venuto spontaneo chiederci: “Perché no? Chi ci dice che dobbiamo stare in Europa?”.

Una volta presa questa decisione abbiamo analizzato una per una le principali città canadesi.

Dopo settimane di ricerca abbiamo scelto Ottawa per tre principali motivi: la vivibilità, l’economia, la cultura.

Per Giulia si aggiunge il bilinguismo essendo madrelingua francese.

Quali sono stati i preparativi che avete fatto in Italia per affrontare il viaggio?

Abbiamo passato mesi davanti a libri e computer per racimolare informazioni per cercare di arrivare in Canada e non essere troppo spaesati.

Il nostro intento infatti non era e non è quello di essere qua allo sbaraglio ma di iniziare a costruire qualcosa.

Abbiamo spesso sentito ragazzi lamentarsi della quantità di documenti da presentare all’Ambasciata per ottenere il WHV ed è capitato addirittura di sentire qualcuno lamentarsi per il fatto che molte informazioni fossero date solo in inglese e francese e non in italiano.

Con tutta sincerità e modestia crediamo che forse queste persone non siano ancora pronte per un’esperienza così.

Cosa vi hanno detto parenti e amici?

Come capita a tutti in questi casi, si sono create delle schiere così riassumibili:

  1. “Bravi, fate la cosa giusta, non è il momento di stare qui in Italia, tifo per voi!”
  2. “Vi invidio, io non riuscirei a farlo!”
  3. “Ma siete proprio sicuri? Come fate a lasciare l’Italia?”
  4. “Ma perché in Canada? Andate direttamente negli Stati Uniti!”.

L’importante per noi è stato che i nostri genitori rientrassero nella categoria 1, pronti a sostenerci e coscienti che nonostante la distanza da casa la nostra scelta sia quella giusta.

Quali sono state le prime impressioni della città?

Nonostante il tempo nei primi dieci giorni non sia stato dei migliori (con vento, pioggia e addirittura neve), la città ci ha dato subito un’ottima impressione.

Gli spazi appaiono subito enormi e la natura è ovunque.

Essendo europei, nonostante fossimo al corrente della cosa, ci ha colpito la struttura della città con il centro rappresentato dai grattacieli e quindi dagli uffici (completamente deserto nel weekend), e un altro centro con il mercato, i ristoranti e i vari negozi.

Un altro aspetto subito evidente è stata la cordialità della gente rispetto alla frequente scontrosità che si sperimenta in Italia.

I primi passi da muovere, dal punto di vista molto pratico, quando si arriva in Canada?

Il primo passo è quello di trovare una casa sia per comodità sia per non spendere troppo trascorrendo del tempo in hotel. Non è difficile perché il mercato offre molto.

Consigliamo di tener d’occhio anche i sublet perché convengono economicamente e perché si ha la comodità di avere una casa già arredata.

Altro passo importante è la richiesta del SIN (Social Insurance Number) indispensabile per lavorare.

Ultimo consiglio ma non meno importante degli altri due, anzi, è quello di studiare per bene in internet o andando in uno dei numerosi centri per Newcomers, la struttura e le caratteristiche del resumé canadese, abbastanza differente dal classico curriculum italiano.

Che piani avete per il futuro?

Il nostro piano è quello di riuscire a rimanere in Canada o ottenendo un permesso di lavoro dal nostro employer o facendo una richiesta di residenza permanente prima che scada il nostro visto.

Consigli per i vostri coetanei che stanno sognando il Canada?

Non abbiate subito grosse pretese: se avete una laurea in un certo campo, non subito otterrete il lavoro dei vostri sogni ma molto probabilmente dovrete fare prima un po’ di esperienza canadese con lavori più umili.

Arrivate già con una buona conoscenza dell’inglese, non a livello scolastico.

E infine, non abbiate paura ma fatevi coraggio e siate determinati.

Link: http://www.italiansinfuga.com/2012/05/13/subito-dopo-la-laurea-verso-il-canada-grazie-al-visto-vacanza-lavoro/

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